L’ODISSEA letture e musiche erranti

TheThing Promozione Eventi e La ribalta teatro presentano:
L’ODISSEA
letture e musiche erranti
7 aprile (anteprima) al Teatro di via Verdi Vicopisano
12- 13 aprile al Teatro Lux Pisa Pisa
ore 21.00

Regia e Interpreti Alberto Ierardi e Giorgio Vierda
Musiche originali dal vivo, composte ed eseguite da
Andrea Bambini (Tastiere e Synth ), Pietro Borsò (Percussioni e Elettronica), e Mauro La Mancusa (Tromba e Basso)
Fonica Nicola Corsini
Coproduzione La Ribalta Teatro-The Thing
Foto Michele Tomaiuoli

L’Odissea è il poema dei poemi, le fondamenta della letteratura occidentale, il Grande Classico. Le peregrinazioni di Ulisse, che rimane per vent’anni uomo ostaggio del grande mare bianco, sono echi nella memoria di ognuno di noi. Tutti sanno che la Maga Circe è cattiva, che il Ciclope Polifemo aveva un occhio solo e che Ulissa ha viaggiato per mare anni e anni prima di rivedere Penelope, sua moglie. L’immaginario dell’Odissea è qualcosa che vive nella nostra cultura; essa ha creato personaggi, luoghi e situazioni che sono diventati eterni archetipi della cultura occidentale, punti di riferimento di tutte le storie a venire. L’Odissea è dunque un poema che parla di noi.

L’ODISSEA: un mondo di ritmi, di suoni e di atmosfere.

L’Odissea è un poema composto per essere detto, o meglio, cantato. La sua struttura metrica ne ha permesso l’apprendimento e la trasmissione nel corso dei secoli, grazie alle figure degli Aedi, o Rapsodi, gli antenati dei cantastorie.
Alla parola era affidato il compito di evocare le storie e le imprese degli eroi, alla musica di evocarne le atmosfere.
Ogni verso nasconde una miriade di ritmi e suoni differenti di cui il lettore, inconsapevolmente, si nutre, e lo aiutano nella comprensione delle immagini e nell’immedesimazione nelle situazioni.
Il prezioso lavoro di Andrea Bambini (Tastiere e Synth), Pietro Borsò (Percussioni ed eletronica) e Mauro La Mancusa (Tromba e Basso) è stato quello di individuare tali atmosfere e ricrearle in musica.
Il gioco creativo tra attori e musicisti è stato fondamentale per dare vita e umanità al personaggio di Ulisse, ai suoi dubbi, alle sue paure e ai suoi desideri, che ancora oggi spingono l’uomo a ricercare l’ignoto e il mistero del mondo.

L’ODISSEA: il poema dell’Erranza.

L’Odissea, da grande classico, può e deve essere terreno di scambio e confronto utile alla costruzione della nostra comunità, la comunità dell’oggi e quella del domani.
Continuando la ricerca artistica già avviata con lo spettacolo “Quando, Quando?” nel raccontare il tema della migrazione nelle sue sfaccettate declinazioni, abbiamo scelto come campo di indagine e chiave di lettura dell’Odissea, l’erranza. Il racconto del viaggio, della migrazione, dello sradicamento, del rapporto con la terra natia, sono gli elementi che abbiamo sintetizzato con la parola “erranza” che è dunque il punto di intersezione tra l’Odissea e la nostra generazione in mobilità.
A livello globale la nostra è senza dubbio la generazione più migrante di sempre, l’immaginario virtuale ha contaminato il mondo e la generazione liquida ha incominciato la sua danza. Nonostante che i continenti non siano ancora propriamente veri e propri vasi comunicanti, i nostri coetanei africani solcano in migliaia le acque del mediterraneo, come dal Messico la pressione migratoria del continente sud americano insiste sui confini U.S.A. Anche nell’ambito delle aree geografiche ricche, la mobilità interna è elevatissima e nella vecchia Europa l’inizio di millennio ha dato vita ad una generazione che più che migrante definiremmo errante, un po’ sradicata dalla tradizione, e molto incline alla possibilità di spostarsi, quasi per istinto, sicuramente per abitudine. La nostra è la generazione dell’Interrail di Ryanair dell’Erasmus e della fuga dei cervelli.
Ispirati forse unicamente da un senso d’appartenenza e di comunanza, con un carattere in qualche modo patriottico, abbiamo sentito in quel mare, che divide l’Europa dall’Africa, il più sincero sfondo blu della nostra bandiera dell’unione economica e monetaria, e ci è parso più forte il luccicare delle sue mille stelle in confronto alle 24 cucite in giallo nel cerchio dell’unione.

Per INFO:
cinemateatrolux@gmail.com
teatrodiviaverdi@gmail.com

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