Festivalpark

Estate. Anni ‘90. Federica Panicucci, bionda e spumeggiante. L’arena di Verona gremita e illuminata a giorno. Raf. Corona. Gli 883. Gianluca Grignani. Gianni Morandi. Chi non ricorda il festival estivo più amato da ragazzini delle medie, fans di Ligabue e aficionados di mediaset?

Estate 2013. La crisi morde.Federica Panicucci è stata inghiottita dalle trasmissioni pomeridiane di raidue e il biondo degli 883 ha fatto perdere le proprie tracce, regalandoci la carriera da solista di Max Pezzali. Grignani è stato dato per morto due volte. Ligabue ha perso i capelli, e Gianni Morandi non è più ricordato per banane e lamponi. L’arena di Verona è ridotta a un cumulo di macerie, occupate abusivamente da ex manager cocainomani di mediaset, ridotti a fumare cannette come zecche qualsiasi.

È in questo scenario triste e desolato che quattro giovani coraggiosi hanno deciso di intraprendere una missione: restituire agli italiani il gioioso appuntamento estivo un tempo noto come Festivalbar.

Non è stato facile.

Dopo una serrata trattativa per ottenere l’utilizzo del marchio, i nostri eroi, grazie al loro innato sperimentalismo linguistico, sono riusciti a fregare gli agguerriti manager del Festivalbar, che da quest’anno si chiamerà Festivalpark.

Per quanto riguarda la location è stato più semplice. Alla vecchia, noiosa e destroide arena di Verona hanno preferito il giovane e frizzante Parco della Pace, nella ridente  cittadina di Pontasserchio, all’incrocio con via Lenin.

Quanto alla line-up, che dire? Ilbalzo in avanti è sotto gli occhi di tutti: non più Raf ed Eros Ramazzotti, malinconia e buoni sentimenti, ma Bachi da Pietra e Godblesscomputers, malinconia e cattivi sentimenti. Non più il turbofolk de noialtri di Corona ed Ace of base, ma la raffinata elettronica di Biga. E poi Johnny Mox & the Moxters of the Universe, Dracula Lewis, Sex Boyz, Holy Hole, Lleroy, Miriam Mellerin, Klam.

Non più un faraonico palco alto 20 metri, ma due palchetti su cui i gruppi si alterneranno a ripetizione, senza bisogno di tempo per il cambio-palco. Niente posti a sedere, da cui vedere i concerti sui megaschermi, ma due impianti minimali che vi costringeranno a stare sottocassa.

A fare da contorno non più Striscia la Notizia e pubblicità del Mulino Bianco ma un laboratorio di serigrafia a cura di Corpoc, l’esposizione Sketch Vinyls e quella di Rumorama, banchini DIY, il live painting di Tuono Pettinato.

E poi panini, birrette, piatti freddi, dj-set, Radio Eco e tanto altro.

Avventurismo, spregiudicatezza, sprezzo del pericolo e autorganizzazione.

Tutto questo è Festivalpark.

Il 28 e 29 Giugno, dalle 19 in poi.